The O.c.

Film 2002 | Drammatico

Regia di Josh Schwartz. Una serie con Benjamin McKenzie, Adam Brody, Mischa Barton, Peter Gallagher, Kelly Rowan, Tate Donovan. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2002,

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lunedì 21 gennaio 2019 ore 16,00 su LA5

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PUBBLICO 4,33
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Dal 90210 di Beverly Hills al 92660 di Orange County: il mito giovanile cambia codice postale nel telefilm preferito dalla “generazione iPod”. L’inizio è identico al teencult del 1990: il trasferimento da una realtà più povera a un’altra più ricca (e più superficiale). Un microcosmo apparentemente dorato e felice dove nelle ville lussuose on the beach si consumano cocaparty e ci si tradisce al piano di sopra, dove “ogni giorno è una sfilata” e il dubbio esistenziale è indossare “ballerine di Prada o tacchi a spillo di Manolo”. A scalfire la parvenza di assoluta perfezione arriva il “ribelle per forza” Ryan Atwood (Benjamin McKenzie, soprannominato in patria “baby Crowe” per la somiglianza con l’interprete de Il Gladiatore), sedicenne beccato a rubare una macchina con il fratello per le strade di Chino, un ghetto di Los Angeles dove vive con la madre alcolizzata e il suo manesco compagno. Ryan viene tirato fuori di prigione dall’avvocato idealista Sandy Cohen (Peter Gallagher), che decide poi di adottare il ragazzo quando la famiglia lo abbandona al suo destino. Ryan varca così il confine di Newport Beach, nell’incantevole cittadina di Orange County: è una delle regioni più ricche della California, dove se distruggi un pickup al massimo ti becchi una ramanzina. Qui Ryan fa la conoscenza di Kirsten (Kelly Rowan), la ricca moglie in carriera di Sandy, che da principio non sembra gradire troppo il nuovo arrivato, nonché di Seth (Adam Brody), il figlio timido e un po’ sfigato della coppia, che trova in Ryan una sorta di amico fraterno. Ma la persona che colpisce di più il nostro è la bella e fragile Marissa Cooper (Mischa Barton), figlia di Jim (Tate Donovan) e Julie (Melinda Clarke), i vicini di casa dei Cohen; algida e dallo sguardo affascinante, Marissa dichiara di ascoltare musica punk “perché ce l’ho con il mondo”. Completano il quadretto la sexy e materiale Summer Roberts (Rachel Bilson), l’amica di Marissa e oggetto del desiderio di Seth (ma quest’ultimo si incasina il cuore all’apparizione di Anna Stern, interpretata da Samaire Armstrong); Luke (Chris Carmack), il primo e aitante fidanzato di Marissa, destinato a diventare nemicoamico di Ryan. Nel secondo ciclo, a ingarbugliare le vicende, entrano in scena il bel moro DJ (Nicholas Gonzales), giardiniere spesso a torso nudo, e la magnetica Alex Kelly (Olivia Wilde), la quale fa invaghire di sé Marissa tra lo sbigottimento dei fans più accaniti. In seguito all’emorragia del pubblico giovane registrato dalla televisione americana nella stagione 20022003, i personaggi adulti hanno conquistato maggior profilo al motto di “i nostri ragazzi non fanno niente che non abbiamo fatto anche noi”: Kirsten bacia Jim, con il quale aveva avuto un flirt in passato; Julie lascia il marito dopo la bancarotta e corteggia Caleb (Alan Dale), il padre di Kirsten; Luke scopre che il padre è bisessuale; gli ideali dell’avvocato Cohen vacillano quando si accorge che “c’è tutto un mondo fuori dalla campana di vetro”. L’impatto di Ryan con la nuova realtà è dapprima traumatico: finisce in una zuffa a un cocaparty, viene accusato di aver incendiato la seconda casa di Kirsten, subisce l’allontanamento dalla comunità per i suoi trascorsi malavitosi; alla fine sbotta in un “rischio molto meno dalle mie parti”, al quale replica Marissa con “chi non rischia non vince”; catapultato nel bel mondo, il ragazzo che “sembra uscito da Fight Club” appare il più saggio di tutti (“Dove abito, un sogno non ti rende intelligente. Sapere che non si avvererà, quello sì”). Ryan eredita le due anime dei predecessori seriali: è ribelle come Dylan McKay, ed è incapace in amore come Dawson Leary (quando a Marissa sfugge un “ti amo”, lui riesce a sbiascicare solo un imbarazzante “grazie”). L’eco dei due telefilm precedenti si fa sentire anche in altre situazioni: su tutte, i temi sociali mutuati da Beverly Hills (Marissa che tenta il suicidio, il rapporto di Ryan con la madre e di Seth con i genitori), nonché il metalinguaggio – seppure più soft – alla Dawson’s Creek (in una puntata, i protagonisti prendono in giro una serie tv intitolata The Valley, che risulta essere l’esatta copia di The O.C.; in un altro episodio c’è una maratona televisiva di Cuori senza età e alcuni giovani protagonisti si identificano con gli anziani personaggi al centro della serie del 1985; Seth accenna al film The Ring, cui ha preso parte lo stesso Adam Brody; si cita il video di Enrique Iglesias Addicted, in cui compariva Mischa Barton...). Eletto dal prestigioso “Entertainment Weekly” come “programma rivelazione del 2003”, il serial si è aggiudicato un poker di Teen Choice Awards nel 2004; “Usa Today” ha sentenziato che “paragonato a Beverly Hills, The O.C. è scritto meglio, recitato meglio ed è persino più patinato”; “The New Yorker” si è soffermato su Adam Brody: “Pur essendo troppo bello per il ruolo dello sfigato, è riuscito a interpretarlo alla perfezione”. La declinazione della O.C.mania non si è fatta attendere: cd musicali, romanzi e guide più o meno ufficiali, speciali tv, caccia ai capi indossati dai protagonisti; come se non bastasse, un politico di Orange County ha proposto di cambiare il nome dell’aeroporto locale da “John Wayne” a “The O.C. Airport”, mentre alcuni studenti di legge della Berkeley University di San Francisco hanno fondato un fans club intitolato a Sandy Cohen, con la motivazione che “ha migliorato l’immagine degli avvocati e ha incentivato il nostro impegno nella difesa d’ufficio”. Proprio Sandy è stato inserito dalla bibbia “Tv Guide” nella Top 50 dei “migliori papà del piccolo schermo”: ha ottenuto la venticinquesima posizione con la motivazione che “è il primo padre alla Beverly Hills che ha saputo comunicare con i ragazzi, riuscendo a far emergere la profonda personalità di un adulto”. I fans più irriducibili si sono divisi in patria in varie “fazioni”: i più numerosi sono quelli che amano la coppia SethSummer, appartenenti alla fazione Breakfast Club (dall’episodio del weekend in Messico in cui i due si punzecchiano a colazione), anche se molti di loro appartengono nel contempo ai Pranksters (i tifosi degli interpreti Brody e Bilson, i quali si sono messi insieme come i rispettivi personaggi); al secondo posto, gli Spooners, coloro che stravedono per la love story tra Ryan e Marissa (il nome deriva dalla coppia che dorme abbracciata “a cucchiaio”, in inglese “spoon”); quelli che plaudono Seth e Anna sono i Sock Monkeys (dalla scimmia di peluche che il primo regala alla seconda); i supporter di Ryan e Theresa si chiamano Peanuts Gang, chi ama la famiglia Cohen si riconosce nel gruppo degli Yogolates, chi adora Sandy e Kristen tifa per i Kandy (dall’unione dei loro nomi). I singoli personaggi più adulati dai fans sono Ryan (per lui svengono le Stalkiers), Seth (adorato dai Setham) e Marissa (per lei, si mobilitano i Coopcakes). Anche le coppie non “amorose” trovano consensi di gruppo: il duo SethRyan conta sui Game Boys (per il fatto che i due giocano sempre assieme ai videogiochi); chi vede bene l’amicizia tra Seth e Marissa appartiene ai Roadies (dal loro libro preferito, Sulla strada di Jack Kerouac); i fans di Summer e Marissa si ritrovano nei Debutantes (dalla puntata in cui debuttavano in società); c’è addirittura spazio per gli ultrà di Ryan e Luke: i Golfers derivano il nome dalla complicità nata tra i due durante una partita a golf. Non solo consensi per il serial: le comunità di Chino e di Newport Beach hanno protestato vivacemente per come sono state rappresentate, come zona di rubamacchine alcolizzati la prima, come centro affollato di egocentrici drogati e sessodipendenti la seconda; alle critiche, la produzione ha risposto che “se Baywatch avesse ritratto realmente com’era Malibu, non si sarebbero mai presentati i turisti tedeschi a dicembre con il costume da bagno!”. Alcune curiosità: Adam Brody era stato scelto originariamente per interpretare Ryan; come in Dawson’s Creek, i quattro giovani protagonisti sono stati scelti più adulti dei loro personaggi: ai tempi del primo ciak, Benjamin McKenzie aveva 25 anni, Mischa Barton 17, Rachel Bilson 22, Adam Brody 23; il rapporto che si instaura tra Ryan e Seth ricorda quello tra Pacey e Dawson (“Ma noi non passiamo un’ora a parlare di un bacio mancato”, ha chiosato Adam Brody). Alla vigilia del Natale 2004 si è scatenata una battaglia legale sui diritti del neologismo “Christmukkah”, termine fusion che riunisce “Christmas” (“Natale” in inglese) e “Hannukkah” (la “Festa della luce” ebraica): l’espressione era al centro di una puntata del telefilm e successivamente sul sito ufficiale erano comparsi bigliettini e magliette che auguravano “Happy Christmukkah”: solo che a quanto pare ci aveva già pensato un imprenditore del Montana, che aveva cominciato a commercializzare gadget analoghi un paio di mesi prima. Imperdibile il decalogo di Aldo Grasso apparso sul “Corriere della Sera” sui dieci motivi per cui Ryan dovrebbe mollare Marissa: “1) Tra i due c’è troppa differenza sociale (lui povero e adottivo, lei dei quartieri alti) e alla fine si sente. 2) Marissa ha un ex in giro sempre fra i piedi e la sua anima da crocerossina la porta a facili abbandoni (ha persino perso la testa per un pazzo). 3) Marissa ha una madre che le fa ancora concorrenza e con meno scrupoli (soprattutto con gli ex della figlia). 4) Marissa ha un padre ‘ciula’ perdutamente innamorato della madre adottiva di Ryan (ma per intanto si accontenta della zia adottiva). 5) Marissa è solo troppo bella (e se la tira), Ryan ha solo un’infanzia infelice alle spalle: un cocktail micidiale per i dialoghi della serie. 6) Marissa alla prima difficoltà o s’impasticca o beve o fa le due cose insieme, poi bisogna precipitarsi a salvarla (e Ryan si era appena liberato del fantasma della madre alcolista anonima). 7) Ryan non ha l’ironia né la leggerezza di Seth Cohen (un mito) le uniche armi con cui affrontare le ragazze dei quartieri alti colpite da improvvisa povertà economica (per via del padre ‘ciula’) e da carenza affettiva (per via della madre disinibita). 8) Marissa ha una grazia naturale nel vestire (sempre in minigonna) che rende inadeguato lo stile ‘C’era una volta Fronte del porto’ di Ryan. 9) Ryan sembra più uno da moglie e buoi dei paesi tuoi: una prima volta si è lasciato sfuggire la vecchia chica Theresa, nel mitico episodio La telenovela, ma per la seconda incombe già il pancione. 10) Attento Ryan. Marissa è una significativa rappresentante del genere ‘ragazza problematica’, il tipo più pericoloso che esista per la propria salute mentale”. Gli ideatori della serie sono McG e Josh Schwartz: il primo, il regista del remake cinematografico delle Charlie’s Angels (1976), ha rifiutato il paragone con Beverly Hills (“La nostra è più simile a Six feet under, con scene drammaticamente reali, non è un semplice telefilm di liceali”), il secondo si è dichiarato più possibilista (“Un matrimonio tra Beverly Hills e il film La tempesta di ghiaccio, con slanci alla American Beauty”). McG e Schwartz sono anche produttori esecutivi, insieme a Dave Bartis, Bob DeLaurentis, Joseph Dougherty, Doug Liman, Melissa Rosenberg. Il tema musicale è la canzone dei Phantom Planet “California (Here We Come)”, tra l’altro contenuta nella colonna sonora del film del 2002 Orange County. Il coideatore Josh Schwartz ha raccontato di aver scritto la prima puntata ascoltando la melanconica “Honey And The Moon” di Joseph Arthur (l’ha poi inserita nella scena in cui Ryan saluta Marissa e lascia la casa dei Cohen); alcuni gruppi, come i Rooney, si sono esibiti nel corso delle puntate, mentre altri – tra cui i Thrills, i Killers e i Walkmen – hanno suonato al Bait Shop, il locale preferito da Seth e Ryan; tra gli altri, si ascoltano gli australiani Jet, gli americani Smashing Pumpkins e Dandy Warhols, gli inglesi Doves e Turin Brakes; tra le altre voci, si riconoscono Liz Phair, Ryan Adams, Tom Jones, Chemical Brothers, Spoon, Tricky, Belle and Sebastian, Suicide Machines, Enrique Iglesias, Bob Seger, Super Furry Animals, Solomon Burke e Jeff Buckley (quest’ultimo intona “Hallelujah” in più di un episodio); i Beastie Boys hanno scelto il telefilm per lanciare in anteprima il loro nuovo singolo (“ChCheck It Out”). La miliardaria in vena di sexy scandali Paris Hilton compare nel ventiduesimo episodio del primo ciclo; il regista di Guerre Stellari, George Lucas, ha interpretato sé stesso nella cinquantesima puntata, in onda guarda caso in America una settimana prima dell’uscita del suo Star Wars – La vendetta dei Sith: nel serial il cineasta interpreta sé stesso, a colloquio con Seth per parlare del romanzo a fumetti che il ragazzo ha scritto con un amico. Le riprese esterne di Newport Beach sono state girate perlopiù a Malibu e a Rancho Palos Verdes, nonché a Hermosa Beach e a Manhattan Beach; la Harbor High School è in realtà il Mount St. Mary’s College di Los Angeles.


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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 24 giugno 2013
The OC

Salve,avevo già scritto un commento sul fatto se fosse possibile rimandare in onda l intera le intere stagioni di "The OC" essendo che non sono mai riuscito a vederlo per intero.Spero tanto che il commento sia stato letto dalla produzione del canale,perchè essendo un sintonizzato molto spesso su questo canale,ci terrei che venga mandato in onda di nuovo(visto che ora è ormai finito essendo che sta [...] Vai alla recensione »

domenica 9 agosto 2009
BarbìeeLiMiTeD >.<

io questo film l'ho visto tutto è stupendo e adoravo marissa e ryan erano stupendi insieme!

mercoledì 27 giugno 2012
messsi

non ho mai visto un telefilm che trasmette sentimenti molto belli.il mio personaggio preferito perche ryan e un ragazzo molto intelligente e simpatico.

venerdì 5 luglio 2013
The OC

Buon pomeriggio a tutti,scrivo come sempre,sembrerò ossessionato,ma è vero ci terrei a far si che questo telefilm venga rimandato in onda(ovviamente su La5) visto che sta per finire la 4°stagione,come l state scorsa che facevano due puntate al giorno con diverse stagioni.Ovviamente come già detto mi piacerebbe che sia rimandato in rete essendo che non ho potuto mai vederlo per intero avendo saltato [...] Vai alla recensione »

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