Vice - L'Uomo nell'Ombra

Film 2018 | Biografico, Drammatico +13 132 min.

Regia di Adam McKay. Un film Da vedere 2018 con Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell, Sam Rockwell, Tyler Perry, Alison Pill. Cast completo Titolo originale: Vice. Genere Biografico, Drammatico - USA, Gran Bretagna, Spagna, Emirati Arabi Uniti, 2018, durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 3 gennaio 2019 distribuito da Eagle Pictures. Oggi tra i film al cinema in 104 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,48 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dick Cheney è stato vice-presidente durante l'amministrazione di George W. Bush. Il film racconta la sua storia. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 6 candidature a BAFTA, In Italia al Box Office Vice - L'Uomo nell'Ombra ha incassato 1,2 milioni di euro .

Consigliato sì!
3,48/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,17
PUBBLICO 3,28
CONSIGLIATO SÌ
Una biografia politica brillante, irriverente, indiavolata. Con una prova impressionante di Christian Bale.
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 21 dicembre 2018
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 21 dicembre 2018

Negli anni Settanta Dick Cheney sta con una ragazza davvero in gamba, Lynne, che riesce a farlo ammettere all'Università, dove lui però viene travolto dal gozzovigliare da college e, tra una sbornia e l'altra, finisce per farsi espellere. Non contento, continua a bere anche mentre lavora ai pali della corrente elettrica, finisce in una rissa e viene arrestato per guida in stato di ebrezza. A quel punto Lynne gli dà un ultimatum: o diventa la persona di potere che lei in quanto donna non può essere ma può aiutare e guidare, oppure tra loro è finita. La storia è nota: i due diventeranno una "power couple" di Washington e domineranno placidamente, quasi nell'ombra, l'amministrazione di George W. Bush, tra le più devastanti per la democrazia americana.

Dopo La grande scommessa Adam McKay continua nel filone della satira ad altissima velocità, passando dalla finanza corrotta ma pur sempre contenuta in una manciata di anni del film precedente, fino ad abbracciare in Vice - L'uomo nell'ombra una biografia politica di circa cinquant'anni, che inizia durante l'amministrazione Nixon.

Abita il corpo di Cheney il camaleontico Christian Bale, in una performance impressionante ma allo stesso tempo pure in understatement, calma, sicura di sé, come fosse una pietra intorno a cui turbina la corrente. L'unica che tiene il suo passo e che anzi all'inizio ne detta il ritmo è la moglie Lynne, interpretata da Amy Adams, al principio più assetata di potere del marito e poi, scoraggiata dal coming out della figlia, quasi restia a fare l'ultimo passo. Ma a quel punto è troppo tardi: Dick ha assaggiato il potere e ne è inebriato, persino più di quanto lo sia dalle paste che lo spingono verso ripetuti infarti. Quando a Cheney sarà offerta la vicepresidenza, normalmente considerata una carica poco influente, lui ne farà la posizione da cui dominare l'intera amministrazione. Eminenza grigia si circonda di una schiera di aiutanti, tra cui il suo ex maestro Donald Rumsfeld (che ha il volto di Steve Carell), abituato a una politica più aggressiva, mentre la caratteristica di Cheney è sempre stata quella di essere quieto, silenzioso, poco appariscente.

Non riesce infatti a farsi strada nelle elezioni e in un sondaggio interno al partito Repubblicano finisce ultimo, così decide di rinunciare alle primarie con rammarico. Solo in seguito capirà che invece quella è stata una benedizione e il suo potere (che in un geniale inserto viene paragonato a quello del Galactus della Marvel) sarà molto più influente così, esercitato dietro un presidente incapace come George W. Bush. Quest'ultimo è interpretato da Sam Rockwell che, in un ruolo piuttosto detestabile, riesce a fare quasi tenerezza, perché non capisce quale serpe si sia preso in seno pur di emanciparsi dal padre.

Vice racconta una perversa fascinazione per il potere, che esplode quando il protagonista realizza come un incontro a porte chiuse tra Nixon e Kissinger può portare al bombardamento di Paesi lontani e a dare una nuova direzione al mondo intero. A rendere però il film qualcosa di unico è lo stile dal ritmo forsennato e dal taglio eccentrico, con la voce over di un narratore che incarna l'uomo comune americano (è il buon Jesse Plemons) e con diverse trovate spiazzanti. Per esempio a un certo punto sembra che la carriera di Cheney sia finita e iniziano cartelli via via più esagerati e agiografici su come la vita del protagonista e della sua famiglia si sia incamminata verso un bucolico tramonto, con tanto di titoli di coda che partono, solo per poi essere interrotti da una fatale telefonata.

McKay gioca inoltre con le rappresentazioni del potere, scavalcando a destra il gusto shakespeariano di House of Cards e immaginando uno scambio di battute tra Dick e la moglie Lynne in pentametri giambici e inglese arcaico. A cui subito però giustappone la versione più "realistica" di quella stessa situazione, dove Cheney si limita a bofonchiare un paio di battute pensieroso e la moglie annuisce, togliendo ogni grandeur anche al suo genio di cospiratore. Si ride quindi parecchio, ma sempre a denti stretti e spesso dopo la risata arriva subito il colpo allo stomaco.

Il film si spinge inoltre al di là della figura del protagonista, in una satira della società americana impoverita economicamente e pure moralmente, assorbita dall'intrattenimento e dallo sballo, disinteressata o incapace di fronte a una politica labirintica. Ci sono passaggi ferocissimi, di pura misantropia, dove l'abbrutimento e l'idiozia degli americani (ma vale in fondo per ogni popolazione democratica) emergono prepotentemente, grazie a stacchi di montaggio extradiegetici. A volte questi inserti sono frammenti di scene in luoghi lontani, ma in qualche caso sono persino analogici, come fossimo in un film di Ejzenstejn. Il motivo più ricorrente è quello della pesca che Cheney praticava e i cui ami con esca punteggiano il film, sottolineando come il protagonista tenda le proprie trappole.

I mutamenti politici innescati da Cheney, tra cui spicca la nascita di Fox News con la morte della par condicio, sono visti come il germe da cui prende il via la deriva destrorsa dell'America (ma non solo) contemporanea, con un dilagare di falsità o, per dirla come Trump, di "fatti alternativi". Ma anche il gusto per nomi nuovi e ingannevoli, con la funzione rendere idee e leggi più digeribili agli elettori, è una strategia chiave già di Cheney e dei suoi esperti di comunicazione. Del resto durante la Presidenza Bush è stata fatta una guerra sulla base di informazioni falsate riguardo armi di distruzioni di massa in Iraq e sono stati coniati raccapriccianti eufemismi, come "interrogatorio potenziato" per indicare in pratica la tortura senza nominarla mai.

Il film non vuole comunque dare la colpa al solo Cheney che pur ha fatto la sua parte, ma ha in fondo anche preso parte a un sistema già diretto in questa direzione. Ancora giovane infatti chiederà al suo maestro Rumsfeld: «Noi in cosa crediamo?» e quello gli scoppierà a ridere in faccia. Gli ideali insomma erano già ampiamente morti ben prima che lui arrivasse al potere e la Casa Bianca di Nixon era una messa in scena, dominata da Kissinger, dove la sola cosa importante era non farsi cogliere con le mani nel sacco. Il genio di Cheney è stato agire con la riservatezza e la discrezione di un uomo quasi invisibile.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 7 gennaio 2019
Maurizio.Meres

Il bravissimo regista Adam Mackay inquadra perfettamente uno dei periodi più brutti della storia degli Stati Uniti d'America,sotto la presidenza dell'incapace Bush un uomo venuto dal nulla ma con fortissima ambizione di arrivare al potere,sostenuto da una moglie intraprendente è sempre pronta al suo fianco nel sopperire le sue incertezze il vice presidente Dick Cheney manovrò [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 gennaio 2019
samanta

Il problema di questo film è duplice: è un film noioso e storicamente scorretto. Vediamo il primo giudizio è un film prolisso, noioso, che l'uso continuo di flash back e di flash forward fa sì che l'azione sia in continuazione spezzettata, intervallata da locandine in cui vengono scritte alcune vicende del racconto, che appare così frammentario.

venerdì 11 gennaio 2019
vanessa zarastro

“Vice – l’uomo nell’ombra” è la storia di Richard Bruce Cheney, detto Dick, che dopo varie e prestigiose cariche nei governi precedenti, è stato il vicepresidente di George W. Bush dal 2001 al 2009. Il film comincia con mostrarci un Dick (Christian Bale) giovane molto diverso, un “fannullone” si direbbe oggi, senza voglia di studiare, che passa [...] Vai alla recensione »

martedì 15 gennaio 2019
Juri Moretti

Christian  Bale , dimostra ancora una volta di essere un grandissimo attore e questa volta lo vediamo interpretare un personaggio che non conosciamo molto. Diretto da Adam McKay, il film è molto raccontato e riesce a mantenere lo spettatore incollato alla poltrona per due ore senza annoiarsi neanche un secondo. L’UOMO CHE AGIVA NELL’OMBRA  Negli anni Settanta [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 gennaio 2019
dinoroar

Mi viene in mente JFK ... ma siamo lontani. Fatto salvo la bella prova degli attori, il film non si decide mai se film restare o saltare nel docu-film. Troppi avanti ed indietro nel tempo con inserti di guerra (vera o finta) che però hanno il merito di infrangere il leggero torpore che a tratti prende lo spettatore. Lacunosi alcuni passaggi ormai (quasi) storicizzati, soprattutto nella [...] Vai alla recensione »

sabato 5 gennaio 2019
massenzio99

Vice è un film da non perdere, fatto benissimo, a partire dal montaggio eccezzionale.Riesce a rendere una storia con conseguenze drammatiche, come quella di Cheney, meno pesante con diverse trovate geniali da parte del regista,come inserire alcune gag comiche immaginarie tra i protagonisti.Anche la voce fuori campo è geniale, mai fastidiosa, anzi aiuta il film ad essere ancora più chiaro e interessante.Inso [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 gennaio 2019
Doctor Cinema

 "Vice" si propone di raccontare la storia (verosimile, come si premura di specificare il regista durante i titoli di testa) di Dick Cheney, importantissima figura della politica americana che ha saputo rimanere per decenni sulla cresta dell'onda, seppur costantemente dietro le quinte. Viene narrata, anche attraverso iniziali flashback, la storia di un uomo che seppe dare una [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 gennaio 2019
Inesperto

La prestigiosa e sanguinaria carriera politica di un uomo tranquillo: Dick Cheney. Raccontato ottimamente, il film narra della vita privata e pubblica del vice presidente più potente della storia degli Stati Uniti d'America. A tratti la sceneggiatura sembra ispirarsi alla serie tv House of Cards, cosa apprezzabile consideratane la qualità.

venerdì 4 gennaio 2019
Roberto Scardino

  Quella di Dick Cheney è una figura tratteggiata da Mckay come avrebbero voluto le élite democratiche. Socialista e pubblico sostenitore di Sanders, il regista americano offre una descrizione della realtà marcatamente manichea: un mondo diviso tra buoni e cattivi, in cui democratici e repubblicani recitano ruoli definiti e non vi è spazio per la complessità. [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 gennaio 2019
carlosantoni

Interessante e coraggiosa rivisitazione del colpo di stato attuato in Usa nel 2000 dalla Corte Suprema, su input di poteri fortissimi e reazionari, con conseguente ascesa a presidente degli Usa di un poco meno che mentecatto, sostenuto da una corte dei miracoli davvero niente male in quanto a capacità eversive. Roba da bassissimo impero: e infatti gli Usa, che progettavano “il nuovo secolo [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 gennaio 2019
Enrico Speranti

Beh, mi pare evidente che è un film di parte. Persino i documentari, di fatto, sono di parte. E quindi? Non è un dibattico pubblico dove si propone il punto di vista delle parti in causa, è una opinione, raccontata come storia, in modo accattivante e non banale. Recitata ancora meglio, che tiene incollati alla poltroncina. Che fa riflettere, che puo dare fastidio, che però [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
Flaw54

Al di là delle posizioni politiche chiaramente antirepubblicane, ma spesso suffragate dai fatti il film è brillante, originale e con un Christian Bale immenso. Il montaggio è veramente spiazzante e alcune trovate, come la finta conclusione, rendono addirittura più chiaro lo svolgimento del film. Tra ironia e serietà, ma fa riflettere. Da vedere

martedì 8 gennaio 2019
Emanuele 1968

Se vi piace e seguite la politica credo che questa pellicola possa piacervi, contrari oppure favorevoli penso che sia un buon prodotto; certo che 9 euro in multisala e un po caro.

lunedì 7 gennaio 2019
ALEXLABY

Bel film, originale nella regia e a tratti inquietante, e magistrale interpretazione di Christian Bale che in questo film ricorda grandi attori del passato. Le ricostruzioni sono abbastanza verosimili e documentate.

sabato 19 gennaio 2019
astromelia

la genialità di questo docufilm secondo me sta nel montaggio che d'altronde ricorda la grande scommessa per ritmo compulsivo,sebbene annoi la storia a tratti,quello che incuriosisce è il personaggio/attore christian bale,assolutamente meritevole dell'oscar ,il resto è risaputo.forse un pò troppe didascalie verbali ma comunque da vedere,ottimo cast.

venerdì 11 gennaio 2019
bronzof

Confuso, noioso, fazioso, lento. Sconcertante che la narrazione sia lasciata ad un perfetto sconosciuto il cui unico contatto con Cheney è il fatto di avergli donato il cuore. Sembra scritto per procura per conto di un avversario sconfitto e pieno di rancore che, evidentemente incapace di contrastarlo con intelligenza, indugia sulle banalità, su i suoi problemi cardiaci e sulla vicenda [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 3 gennaio 2019
Alice Sforza
Il Giornale

Il film che piacerà ai Democratici Usa. La «presunta» biografia su Dick Cheney, vice presidente dell'era Bush, è un pretesto per sparare a zero contro la politica Repubblicana. E non ci vanno per il sottile. In oltre due ore, «sarcastiche», di film, Cheney viene dipinto come il male assoluto, coinvolgendo anche il suocero, presunto uxoricida. La guerra in Irak? Un complotto mirato ad arricchire gli [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2019
Massimo Teodori
Il Sole-24 Ore

Qual è il messaggio di Vice, L'uomo nell'ombra, il film che narra la vicenda umana e politica del vicepresidente di George W.Bush (2001-2009), Dick Cheney, politico sconosciuto ai più che qui viene rappresentato come un Belzebù, protagonista dell'involuzione illiberale degli Stati Uniti? Tre mi paiono le chiavi di lettura che si intrecciano in un film dal notevole vigore espressivo, opera del regista [...] Vai alla recensione »

sabato 5 gennaio 2019
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Uno dei registi statunitensi più interessanti, fattosi conoscere per il suo lavoro al Saturday Night Live, partner e regista di alcuni film più esilararanti di Will Farrell, con «La grande scommessa» è riuscito a spiegare cosa c'era dietro la bolla dei mutui subprime. La cosa più sorprendente di questa biografia di Dick Cheney, l'uomo che ci ha regalato la guerra in Iraq fra le altre cose, è che Adam [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Sergio Sozzo
Sentieri Selvaggi

Obiettivamente, il risultato definitivo del cinema di Adam McKay è quella clip di youtube (che abbiamo proposto qui) in cui un dibattito preelettorale Trump/Hillary viene remixato con dialoghi tratti da Anchorman 2. Se il remix e il mash up sono oramai due formule imprescindibili del linguaggio contemporaneo non solo user generated (non lo sono in fondo anche due titoli come Ready Player One - pensate [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Quattro premi, incluso quello al miglior film, del XXIII Capri, Hollywood International Film Festival sono andati ieri a Vice L' uomo nell' ombra, scritto e diretto da Adam McKay, che potrebbe avere altri riconoscimenti come i Golden Globe e gli Oscar. Il sospetto che tanta considerazione derivi anche dalla tesi politica del film è giustificato. Ma è reale la capacità del regista e sceneggiatore di [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 dicembre 2018
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Wyoming, 1963. Per la seconda volta, il giovane Dick Cheney viene arrestato per guida in stato di ebbrezza. "A quei tempi, un ragazzo del genere veniva definito un fannullone. Ai giorni nostri sarebbe definito uno stronzo". Ai giorni nostri (nel primo decennio degli anni 2000), quel "fannullone" è stato il presidente de facto della più grande potenza del mondo, gli Stati Uniti, ufficialmente guidata [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Formatosi alla scuola del Saturday Night Live e collaborando con il comico Will Ferrell, Adam McKay si è rivelato clamorosamente con La grande scommessa, travolgente e cinico apologo sul diabolico funzionamento dell'economia americana e la crisi finanziaria del 2007-2008, costruito come un ironico andirivieni dentro e fuori la storia, tra straniamento brechtiano, moduli da sitcom e voice over alla [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 gennaio 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Scanzonato regista e sceneggiatore di satire a partire da Saturday Night Live, Adam McKay ha scelto di abbracciare la lezione dei maestri dell'umorismo, per i quali - da Molière a Billy Wilder - la commedia è una cosa seria, anzi serissima. Se con La grande scommessa si rideva amaro dei devastanti effetti della crisi finanziaria 2008, Vice rilegge un recente capitolo della storia americana come premessa [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 gennaio 2019
Emanuele Sacchi
Film TV

Dick Cheney, un ubriacone buono a nulla nel Wyoming dei primi anni 70, diviene trent'anni dopo il più potente vicepresidente di sempre degli Stati Uniti d'America, nonché il maggiore responsabile indiretto dello stato di crisi e paura in cui versa oggi - anno 2018 - il mondo occidentale. Un atto d'accusa forte quello di Adam McKay (La grande scommessa), travestito da grottesca parodia con punte di [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 7 dicembre 2018
 

La storia di Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, e come le sue politiche hanno cambiato il mondo.

NEWS
lunedì 19 novembre 2018
 

La storia di Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, e come le sue politiche hanno cambiato il mondo.Diretto da Adam McKay, Vice - L'Uomo nell'Ombra sarà al cinema da giovedì 3 gennaio distribuito da Eagle Pictures.

TRAILER
mercoledì 3 ottobre 2018
 

La storia di Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, e come le sue politiche hanno cambiato il mondo.

winner
miglior attore in un film brillante
Golden Globes
2019
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